Storia di Monza e Brianza

Corona Ferrea

La Corona Ferrea

La Corona Ferrea è il cimelio più famoso del Tesoro del Duomo, cosiddetta dalla lamina di ferro che gira nel suo interno. Undici imperatori, dall’888 al 1838, la cinsero sul capo. La Corona è un gioiello bizantino formato da sei pezzi legati da cerniere girevoli e adattabili alle varie misure di testa, in oro puro e fregiato di 24 gemme e pietre dure. La leggenda vuole che l’imperatrice Elena, madre di Costantino, avesse portato dal Santo Sepolcro due chiodi serviti alla crocifissione di Cristo e che uno di questi sarebbe diventato la lamina di ferro della Corona. Dopo il 1848 la Corona passò di mano in mano e di corte in corte, in un avventuroso viaggio tra Austria e Italia, fino a tornare a Monza nel 1868.


Le origini di Monza

La città di Monza sorse nei suoi primitivi insediamenti abitativi lungo le rive del Lambro, abitate allora da stirpi celtiche romanizzate attorno al 50 a. C. durante le campagne di Cesare. Il nome, pur nel contrasto di varie teorie, dovrebbe essere la risultante dell’antica Modicia (Modoicum, Moedicia, Modoetia, Monscia) o Maguntia, da cui presto Munscia e Monza. Prima castrum e poi vicus romano, con abitanti dediti alla pastorizia e all’agricoltura, Monza fornisce reperti archeologici tali da poter affermare una sicura civiltà romana: ponti, acquedotti, strade e loro antiche denominazioni lo testimoniano (basti pensare all’antico Ponte di Arena in cotto e serizzo, lungo 70 metri e largo 4, ora sostituito da Ponte dei Leoni). L’avvento delle orde barbariche vede presto la cittadella divenire sede estiva di imperatori, l’ostrogota Teodorico tra i primi, che ne fece Palatium Magnum.


Monza in Età Comunale

L’arrivo dell’imperatore Federico Barbarossa, nel XII secolo, riscattò Monza dalla sudditanza del più potente comune di Milano, geloso della sua autonomia e splendore (era sede dell’incoronazione di sovrani). Città prediletta dal Barbarossa, che vi scese due volte (nel 1158, quando elegge la città a “sedes regni Italici”, e nel 1163, dopo la distruzione di MiIlano per mano sua), Monza continua a prosperare e ad accrescersi in prestigio (vengono erette le prime mura). La sua importanza, soprattutto economica, si basa sull’artigianato, in special modo sulla lavorazione della lana. Viene costruito l’Arengario, simbolo di potere politico. Ma la partenza del Barbarossa alle Crociate e la sua morte causa la perdita dell’indipendenza di Monza, riassogettata a Milano nelle lotte comunali. Anche Monza fu soggetta alla divisione tra guelfi (Magantelli) e ghibellini (Stratoni). Dapprima prese le parti dei Torriani (1274) poi fu assediata da Ottone Visconti (1278).


Monza sotto gli austriaci

L’avvento degli austriaci portò al culmine il periodo di rinascita di Monza, si svilupparono artigianato e agricoltura, fiorirono le prime ville monzesi (Villa Brambilla, Villa Pertusati, Villa Rampini, Villa Ubaldi etc). Maria Teresa d’Austria fa costruire nel 1777 la splendida Villa Reale mentre l’architetto Piermarini edifica anche il Teatro Arciducale, distrutto da un incendio nel 1802. L’attività tessile tocca il suo massimo sviluppo con il sorgere di molte filande ed opifici.


Sforza Monza

Monza sotto gli Sforza

Le lotte tra Milano e Francesco Sforza vedono Monza assediata due volte da quest’ultimo. La città si arrese al condottiero nel 1449. Sua moglie Bianca Maria Visconti, ben propensa al progresso artistico, assicura a Monza prosperità nonostante le guerre e la pestilenza. Gli Zavattari affrescano la serie pittorica dedicata a Teodolinda nella cappella del Duomo, Pellegrino Tibaldi progetta il Battistero e il campanile del Duomo. A Bianca Maria successero i signori Galeazzo Maria Sforza e Gian Galeazzo, sotto la reggenza di Bona di Savoia. Monza venne poi concessa come signoria personale a Ludovico Sforza, che la passò a Carlo I e poi da Francesco di Francia ad Arthur Goufier, fino alla dominazione spagnola.
 


Monza sotto gli spagnoli

Francesco II Sforza concede la città di Monza allo spagnolo Antonio de Leyva e ai suoi discendenti (cui apparteneva la celebre Monaca di Monza di manzoniana memoria). Il “sieglo d’oro” degli spagnoli si tradusse per Monza in una grave pestilenza che decimò la popolazione. Il fiume Lambro venne utilizzato per i primi insediamenti industriali: le pale dei mulini azionate dall’acqua favorirono il sorgere di lanifici e setifici, che raggiunsero presto il primato produttivo, mantenuto per due secoli. Gli spagnoli tennero Monza sino al 1648, cedendola poi per 30.000 ducati d’oro al banchiere milanese Giovan Battista Durini, che inaugurò un periodo di rinascita economica e culturale fino al 1796.


Monza sotto i Franchi

I Franchi portarono la città di Monza a ulteriori fasti, contribuendo grandemente al suo sviluppo e progresso. Berengario I cinse la corona imperiale nell’ 888. Sembra certo che fu proprio la Corona Ferrea ad essere posata sul suo capo per la prima volta, avviando una tradizione di incoronamenti che giunge sino al 1848 (Ferdinando d’Austria fu l’ultimo sovrano di una serie che comprende Federico Barbarossa, Carlo V e Napoleone). Berengario favorì la Chiesa con grandi concessioni, morendo nel 924. Monza è fornita di castello e di nuove chiese. Ottone III nel 995 dichiara la città sede imperiale, capo della Lombardia e del governo (“Est Sedes Italiae Regni Modoetia Magni”). Tale preferenza è alla causa delle future ostilità con la vicina Milano.


Monza tra Ottocento e Novecento

Quarta Cappella della via Sacra

Napoleone provoca la dispersione di parte del Tesoro del Duomo, riconvertendo parecchi edifici a carattere religioso. Monza viene finalmente dichiarata città nel 1816, prende in seguito parte ai moti d’indipendenza e vede incrementare la nascita di nuove industrie. Nel 1841 si inaugura la ferrovia Milano – Monza, la prima costruita nel nord Italia, e molte strade verso la Svizzera, che costituiscono simboli di grande importanza negli scambi commerciali con l’Europa. Nasce la prima Camera del Lavoro d’Italia e re Umberto I, salito alla reggenza nel 1878, sceglie Monza come residenza estiva e di campagna, alloggiando nella Villa Reale. Sul vialone antistante il palazzo, il 19 luglio 1900, viene ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci: nel luogo dove cadde ora sorge il suo mausoleo con Cappella Espiatoria, innalzato dagli architetti Sacconi e Cirilli. In onore della regina Margherita, Monza presenta uno stile architettonico liberty, con motivi floreali che rimandano spesso alla margherita. L’assetto urbano muta nel ventennio fascista (Palazzo Municipale) e nel 1922 si costruisce il celebre Autodromo, che rende Monza famosa in tutto il mondo.


Monza tra Torriani e Visconti

Durante le lotte intestine tra le due famiglie milanesi dei Torriani e Visconti (XIV secolo) Monza sceglie prima di appoggiare i secondi, poi, nel 1312, di diventare ghibellina. Nel 1322, durante gli scontri tra guelfi e ghibellini, Monza è occupata e saccheggiata, ripresa dai guelfi che ne fecero una base contro i Visconti, poi nuovamente alla mercè dei ghibellini nel 1324, dopo otto mesi di assedio. Vengono realizzate grandi opere di difesa, tra cui il castello e la biforcazione del fiume Lambro al centro della città. Galeazzo Visconti fa erigere la Torre Viscontea a scopi difensivi, in seguito tramutata in terribile prigione nota col nome di “forni” e destinata ad accoglierlo con tutta la famiglia, prima della liberazione del 1328. Arte e cultura però non vengono meno in tempi di lotte tra signorie: Matteo da Campione realizza la facciata del Duomo, sorgono le Chiese di Santa Maria in Strada, Santa Maria del Carrobiolo e San Maurizio.